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Figli

Il tema è così banale da essere scottante. È così delicato da essere tabù. Perché nessuno ha il coraggio di dire le cose come stanno (veramente) quando si parla di figli: facile trovare chi esalta la maternità/paternità; chi dice che danno un senso alla vita; chi sostiene che sono la chiave di ogni felicità.
Facile che chi ha deciso di non averne (soprattutto se donna) evita di argomentare la propria scelta in pubblico, se non a persone fidate, per evitare di essere visto come un novello Erode o come una femmina contro natura.

figli-1068x584Ecco perché questo film, se ce ne fosse bisogno, per chi non lo conosce già, è la dimostrazione della genialità di Mattia Torre, l’autore del testo da cui sono tratti il soggetto e la sceneggiatura; ed è la riprova di quanto abbiamo perso dalla sua morte prematura, argomento (insieme alla malattia ed a come irrompa nelle nostre vite, stravolgendole) della bellissima e struggente mini serie televisiva La linea verticale (di cui vi avevo parlato qui).
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La linea verticale

Nella settimana in cui Camilleri e De Crescenzo ci hanno lasciato al nostro destino, per fortuna – per chi vuole – con l’eredità delle loro parole e di filosofie di vita alternative all’odio, al livore e all’indifferenza, voglio dedicare qualche riga a Mattia Torre. Anche lui in questi giorni se n’è andato, un altro bravissimo autore, scrittore e sceneggiatore. Era nel pieno della sua vita e della sua attività creativa; non poteva, come Camilleri e De Crescenzo, annoverare tra i suoi ricordi due guerre mondiali, la liberazione, la prima costituzione repubblicana, quasi tutta la storia del 900, oltre a questo ventennio degli anni zero. Era del ‘72. Troppo giovane per morire.

Un peccato non potere più leggere, ascoltare e vedere le sue creazioni letterarie e cinematografiche, vere chicche di riflessione post moderna, occasioni imperdibili per scandagliare dentro noi stessi e il nostro tempo. Se non lo conoscete, per farvi un’idea, guardate questi cinque minuti de “I figli ti invecchiano”, un monologo di Valerio Mastandrea. Si tratta di un pezzo di una sua opera antologica, In mezzo al mare (Mondadori), che potete leggere ed anche ascoltare in uno splendido audiolibro, narrata da Valerio Aprea, Geppi Cucciari e sempre Valerio Mastandrea. Che è pure protagonista del film per la televisione, di cui vi parlo (evidentemente e drammaticamente autobiografico) che la Rai ha trasmesso in otto puntate lo scorso anno. Continua a leggere La linea verticale