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A mano disarmata

Claudia Gerini accetta la sfida di interpretare un’eroina dei nostri giorni, tuttora vivente (nonostante gli enormi rischi che si è assunta e che tutt’oggi pesano sull’incolumità sua e dei suoi familiari), in un racconto di cronaca vera e vissuta: dimostrando di essere una brava attrice drammatica e di avere una rara versatilità nel passare da ruoli brillanti a parti come questa, dove da ridere c’è davvero pochissimo (guardate qui, gli ultimi film recensiti, che l’hanno vista protagonista).

Parlo subito di lei, plaudendo al suo valore e al pathos che è stata capace di trasmettere agli spettatori, perché ho considerato veramente difficile calarsi con naturalezza nel ruolo di Federica Angeli, la giornalista de La Repubblica divenuta famosa in questi anni per le sue inchieste sulla mafia di Ostia, sul litorale romano. Addirittura, la stessa Federica si è stupita di vedersi rappresentata con tanta naturalezza e fedeltà: ho letto in un’intervista che i suoi stessi figli hanno confessato di avere dimenticato, nel vedere il film, che a interpretare la madre fosse un’altra persona e non lei stessa (una sensazione simile a quella di cui vi ho parlato ne Il Traditore, pochi giorni fa).

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Sconnessi

A distanza di meno di tre mesi, esce una seconda commedia italiana sullo stesso tema: la malattia (perché diversamente non può chiamarsi) della dipendenza da smartphone, da 4G e da Wi-Fi. A novembre infatti forse ricorderete il film di Moccia, Non c’è campo (qui la mia recensione) con protagonista una scolaresca in gita in un paese sperduto del sud, tanto tranquillo quanto tagliato fuori da internet. Non so se ne sentissimo proprio il bisogno, ma tant’è, il regista Marazziti, coautore della sceneggiatura con la Andreozzi e Vado, ha perfino “scomodato” un grande attore come Bentivoglio per raccontare una storia di ordinaria follia dei nostri tempi.

E non è l’unico nome “calamita” per il pubblico, perché accanto a lui recitano Crescentini e Fresi ed anche il divertente Ricky Memphis. Tutti bravi, davvero. Sono una famiglia allargata ed eterogenea, che ruota intorno a Ettore (Bentivoglio), l’unico realizzato, arrivato, famoso, benestante. Gli altri sembrano, ciascuno per le proprie ragioni, aspettarsi qualcosa da lui; per questo lo seguono in una spedizione in montagna quasi forzata, per festeggiare due compleanni (uno è il suo). Tutto è organizzato però per disconnetterli da quei maledetti dispositivi elettronici che impediscono ogni comunicazione, ogni dialogo, ogni reale ascolto.

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