Archivi tag: Netflix

Poli opposti

Su Netflix c’è questo film, lo segnalo a chi ha voglia di una storia romantica e leggera, ben girata ed anche divertente, con lo sfondo di Roma (tutti, in questo periodo, ne parlano male ma è stra-bella, ed io non mi stanco mai di vederla, nei film e dal vivo).

Certo il titolo, secondo me, è sbagliato. O meglio: serve per attirare l’attenzione e giustificare la locandina, ma i due protagonisti non sono affatto agli antipodi, se non in apparenza. D’altronde, le storie d’amore migliori richiedono affinità elettive di sostanza (io per esempio non starei mai con una persona a cui non piace il cinema, tanto per dirne una).

Certo, Stefano e Claudia “remano”, nelle loro vite professionali,  in direzioni opposte: lui (un terapista) per risanare coppie in crisi, lei (un avvocato) per “armare” a dovere le sue clienti (tutte rigorosamente donne) nell’agone distruttivo dei giudizi di divorzio (ma non sarebbe meglio, quando l’amore finisce, lasciarsi senza guerre pubbliche e non uccidere anche i ricordi più sani del sentimento passato?).

E’ chiaro che lei ha il dente avvelenato con l’altra metà del cielo, tanto che il personaggio soffre di eccessi forse poco credibili (lui la registra sul cellulare come “la iena” che poi per un avvocato è un complimento). Ad ogni modo, gratta gratta, i due oltre a piacersi dal primo attimo, si scoprono compatibili ed innamorati.

Uno che mi è piaciuto moltissimo è il figlio adolescente di lei, goffo e vittima del bullismo dei compagni, fondamentale nel fare decollare la storia: alle volte succede, e sono casi fortunati, che i bambini siano, con il loro bisogno puro e senza sovrastrutture di più amore possibile, concausa di unioni un po’ eretiche. Pensiamo ancora che la famiglia sia fatta di persone legate da vicoli di sangue, piuttosto che da persone che trovano gioia a stare insieme?

Per me vale 3 ciak 🎬 🎬 🎬

Suburra 1, la serie

In corrispondenza dell’uscita su Netflix della seconda stagione di Suburra (disponibile dal 22 febbraio), facciamo il punto sulla prima, che spero abbiate visto; altrimenti vi consiglio di recuperare il tempo perduto approfittando del fatto che dal 15 febbraio è visibile in chiaro su Rai 2, ogni venerdì alle 21.10.

Io sono davvero appassionata delle atmosfere di questo film “a puntate”, così fortemente legate alla Capitale: tanto da preferirle, insieme ai suoi personaggi, a quelle, ancor più ruvide, di Suburra, il lungometraggio diretto da Sollima, tratto dal romanzo di De Cataldo (qui potete leggere la mia recensione).

Continua a leggere Suburra 1, la serie

Roma

Vi parlo del film che in questi mesi, da quando è uscito (ed è pochissimo) ha vinto il Leone d’Oro 2018, i premi per la migliore regia e il miglior film straniero ai Golden Globe 2019, il British Academy Film Award come miglior film 2019, il premio Goya come miglior film latinoamericano 2019, per dirne solo alcuni. Perché la lista è molto più lunga: e vorrei dire la mia prima dell’Oscar, che non credo mancherà. Una prima particolarità è che si tratta di una produzione Netflix: infatti, dopo una manciata di giorni dalla sua uscita nei cinema, poteva vedersi in streaming sul piccolo schermo.

Una scelta originale per un grande regista come Cuarón (avete visto Gravity, del 2013? Un’opera in tutto diversa da questa!) ma innegabilmente popolare: mettere un capolavoro, che di consueto si troverebbe solo nelle sale d’essai per super esperti e appassionati “colti”, alla portata di tutti, quasi contemporaneamente al cinema (e non dopo mesi) visibile sui PC, gli smartphone, i tablet, i monitor di tutte le grandezze.

Continua a leggere Roma

Broadchurch

Cinefili: niente scandalo se da oggi inauguro, ogni tanto, una rubrica sulle serie televisive che mi sono piaciute. Sarebbe ormai fuori dal tempo ignorarle. Basti pensare, soltanto guardando ai nostri confini, che vi si ritrovano i migliori attori italiani. Inoltre, la distensione temporale, che va ben oltre le solite due ore di un film, consente approfondimenti e suspense non comuni; nonché la possibilità di affezionarsi in modo quasi maniacale alla storia raccontata (conosco persone che per arrivare alla fine rinunciano al sonno di una notte intera!). Quindi, mettete da parte gli snobbismi da puristi del grande schermo, e seguitemi, se possibile dicendo la vostra.

Voglio iniziare da Broadchurch, Made in UK. Una storia ambientata nell’Inghilterra meno conosciuta, quella lontanissima dalla capitale, che pochi hanno avuto la fortuna di vedere. Il titolo è il nome di un villaggio di pescatori del Devon. Scogliere, spiagge enormi, pescherecci, case colorate su una sola strada. Un emporio, un hotel, un alimentari, un’edicola.

Continua a leggere Broadchurch

La favorita

Dal regista greco Yorgos Lanthimos non potete aspettarvi un film in costume consueto, nemmeno se sceglie, come in questo caso, un’ambientazione british dei primi del settecento. La sua cifra è infatti tagliente, incisiva, provocatoria, volutamente sconcertante per lo spettatore.

Ricordate Il sacrificio del cervo sacro, il suo ultimo film, e la potenza della tragedia arcaica singolarmente ambientata in Ohio? Qui potete rileggere la mia recensione.

La trama è ispirata a fatti storici, basta fare una rapida ricerca sul web per ritrovare nella realtà tutti i personaggi della finzione. Si tratta delle vicenda della prima regina della Gran Bretagna unita (Inghilterra, Scozia e Irlanda). L’inizio del diciottesimo secolo. Campagna britannica, castelli, faggete, brina. Il fulcro del racconto è Anna Stuart, una sovrana debole, nevrotica, malata. Interpretata (da Oscar, secondo me) da Olivia Colman: un’attrice inglese conosciuta ed amata da chi ha visto ed apprezzato la serie Broadchurch su Netflix (a breve ne leggerete una mia recensione). È una persona incapace di portare a termine ciò che, a quell’epoca, si pretendeva da una donna, specie se regina, con il dovere di assicurare una successione al trono: la gravidanza.

Continua a leggere La favorita

Quasi amici

Oggi torniamo indietro di otto anni: credo che questo film lo meriti, me lo ero ingiustificatamente perso, quando è uscito al cinema. Sono riuscita in questi giorni a vederlo, certo senza la magia del grande schermo. Su Netflix; se anche voi ve lo eravate lasciati sfuggire, non esitate a seguire il mio esempio, saranno centododici minuti ben spesi. Che vi lasceranno addosso un senso affettuoso, di allegria e tenerezza, quello che sanno trasmetterti le persone semplici e di sostanza. Capaci di superare i limiti delle diversità e degli handicap che prima o poi nella vita di tutti ci annodano, rischiando di farci inciampare o, peggio, facendoci cadere rovinosamente.

La storia è ispirata ad una vicenda realmente accaduta, tanto che nei titoli di coda potrete vedere i veri protagonisti. Ciò rende il tutto ancora più apprezzabile: non so voi, ma l’idea che un racconto di umanità non sia frutto di fantasia ma abbia trovato riscontro reale nel rapporto tra due persone mi consola e mi rende ottimista bei confronti dei miei simili (ed anche di me stessa). In fondo non siamo (tutti) così cattivi…

Continua a leggere Quasi amici

Inside man

In attesa di vedere qualche bel nuovo film al cinema e di sapere chi sarà premiato a Venezia 75, rivedo un capolavoro di Spike Lee. Di lui si è parlato in questi giorni, avete letto? Mi piace la sua mente aperta, originale, anticonformista, il suo essere un regista multiculturale.

I personaggi delle storie che racconta (energetici e forti) rispecchiano questa idea che è innanzitutto politica e che lui porta avanti in contesti anche storici diversi (pensate al coraggio di raccontare “Il miracolo di Sant’Anna”, nel 2008, il prezioso lungometraggio dedicato alla strage di Stazzema). Quest’anno vedremo “BlaKkKlansman”, nelle sale italiane dal 27 settembre, che racconta la storia del detective afroamericano Ron Stallworth di Colorado Spring, infiltrato nel Ku Klux Klan fino a diventarne il capo.

“Inside man” è di dodici anni fa ma è talmente attuale, nell’idea e nell’alta tensione, che ho pensato che certamente l’autore spagnolo della “Casa di carta” (la serie Netflix con milioni di seguaci nel mondo) vi si è ispirato (per dirla con un eufemismo, dato che alcuni spunti nelle modalità della rapina in banca, come quello di vestire gli ostaggi tutti uguali così da confonderli con i rapinatori, sono del tutto identici!).

Continua a leggere Inside man