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Richard Jewell

Se siete dell’idea che non si debba perdere nemmeno un film del vecchio ma intramontabile Clint, la pensate come me. Il precedete lo ricordate? Un vero capolavoro, a livelli di Gran Torino: mi riferisco a The Mule). Stavolta il grande regista e attore americano ha deciso di raccontare al mondo una storia dimenticata, una macchia da fare vedere il meno possibile, una falla del sistema e della polizia USA che si è voluto nascondere, tanto da lasciare stupiti, oggi, a distanza di 24 anni, che alcuna eco abbia avuto, nonostante fosse legata a un fatto di cronaca grave e a un episodio di terrorismo davvero allarmante.

Il racconto è quello dell’attentato dinamitardo che nel 1996 uccise due persone ma ne mise in pericolo migliaia nel Centennial park di Atlanta, in occasione dei giochi olimpici di quell’anno. Il titolo del film corrisponde al nome del protagonista: una guardia giurata che, con il suo intervento tempestivo e coraggioso, salvò moltissime potenziali vittime da morte certa; salvò il suo paese, e venne “ricompensato” con una vera e propria persecuzione studiata a tavolino, senza prove, ai suoi danni.

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BlacKkKlansman

Praticamente impossibile pronunciare in modo sciolto il titolo di questo film. Dite che andare a vedere l’ultimo di Spike Lee, ma fatelo assolutamente, a costo di ripiegare sul cine-turismo. Perché nei momenti storici in cui su troppi temi prevale l’irrazionalità e la violenza (verbale e anche fisica) devono soccorrere, per noi umani, momenti di riflessione.

Servono le parole, i libri, il cinema. Il cinema serve moltissimo a pensare, non solo a passare un pomeriggio o ad avere una poltrona comoda dove mangiare pop corn (scusate la ramanzina…). Queste due ore saranno ben impiegate, perché ci raccontano vicende lontane 40 anni, dimostrandoci però che quel clima, quei sentimenti conflittuali sono ancora attuali.

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Tonya

La storia della famosa pattinatrice Tonya Harding va oltre il racconto fedele di una vicenda umana straordinaria quanto drammatica e per vari aspetti squallida; Craig Gillespie dirige un biopic ad alta tensione e vivace anche negli espedienti registici che fanno passare gli attori da personaggi del film a veri protagonisti della storia, intervistati da un invisibile cronista fuori campo.

Guardando i titoli di coda (dove i volti vengono confrontati) vi renderete conto di quanto siano stati bravi i truccatori a rendere una somiglianza quasi perfetta in particolare di Tonya e sua madre. Una menzione speciale merita Allison Hanney che ha vinto l’Oscar come migliore attrice non protagonista per essersi trasformata (diventando irriconoscibile) nella durissima e crudele genitrice.

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