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Ma cosa ci dice il cervello

Squadra che vince non si cambia: il regista Milani e la protagonista Cortellesi (una coppia anche nella vita) dopo il successo di pubblico di Come un gatto in tangenziale (qui la mia recensione), il film italiano più visto dello scorso anno, tornano con una nuova commedia divertente e insieme saggia, originale nella trama, attuale nei temi, impreziosita da ottimi attori.

Il racconto parte da uno di quegli incontri spesso un po’ forzati tra ex compagni di liceo: quelle rimpatriate che spesso riservano sonore delusioni, se non più semplicemente momenti malinconici a ricordare il passato e gli anni dell’adolescenza. “I fantastici cinque”, amici inseparabili ai tempi del Liceo Classico Augusto (un istituto romano del quartiere Appio), sono Cortellesi, Fresi, Marchioni, Mascino, Pandolfi.

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Come un gatto in tangenziale

Il trio Milani (il regista), Cortellesi e Albanese aveva già dato buona prova di sé lo scorso anno con “Mamma o papà”, ma devo dire che questa volta ha superato se stesso.

Il titolo faceva presagire qualcosa di estremamente divertente ed originale. Un modo pop per dire che una cosa durerà poco. Ma il film va oltre le aspettative rosee del trailer, con una forza comica potenziata da due tra i migliori attori in circolazione nel nostro cinema. Il tema centrale è quello dello scontro-incontro tra due mondi, nettamente distinti, e simboleggiati da quartieri della Capitale, da località balneari, da stili di vita.

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Mamma o papà

Impossibile mancare un film con Albanese e Cortellesi. Almeno per me. Lei è anche coautrice della sceneggiatura, ispirata ad un omonimo film francese. Una prova controcorrente rispetto all’ertica della famiglia a tutti i costi, delle separazioni con figli contesi, dei matrimoni stramorti sempre in piedi sulle fondamenta della noia e della sopportazione reciproca.

I due protagonisti, sposati da 15 anni, decidono di sciogliere il vincolo che li lega, prendendo atto (civilmente) che l’amore e la passione sono irreversibilmente finiti. Dormono nel “lettone” come fratello e sorella, divisi da due cuscini a sancire l’assenza di ogni possibile contatto fisico notturno. Hanno tre (odiosi) figli ed il bello inizia qui: nessuno dei due ne vorrebbe l’affidamento, ciò che impedirebbe ad entrambi di realizzare i propri sogni professionali all’estero. Occasioni attese da una vita e sempre messe da parte per tutelare l’integrità della famiglia.

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