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Ti ricordi quando ci siamo conosciuti?

È l’inizio del film di Genovesi, quando scopriamo che i due protagonisti si amano. A Berlino. Ma devono dirlo ai genitori, in Italia. Da qui in poi il racconto si sviluppa con leggerezza e ironia, arricchito da battute divertenti e con la giusta dose di anticonformismo.

#PuoiBaciareLoSposo

Puoi baciare lo sposo

Una rivisitazione molto attualizzata di Indovina chi viene a cena: il tema è quello, presentare, in un contesto familiare tradizionale (la tavola del pranzo, possibilmente in una festa comandata) il proprio innamorato con insieme la notizia bomba “abbiamo deciso di sposarci”.

A parte questo link con la storia del cinema, il film di Genovesi è originale, ben scritto (la sceneggiatura è a quattro mani del regista e di Giovanni Bognetti), divertente e recitato ad arte (avete visto che attori?), insomma consigliabile in questa domenica elettorale probabilmente piovosa (se non peggio) dove una risata potrà certamente servire. D’altronde, il sindaco di Civita di Bagnoregio, interpretato dal meraviglioso Abatantuono, dice saggiamente ai suoi assessori “l’ironia è sempre servita per risolvere i problemi”, salvo poi scoprire di non averne nemmeno un po’ nell’affrontare le questioni della propria vita e le scelte più intime dell’unico figlio maschio.

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Lo chiamavano Jeeg Robot

Già dal primo trailer che ho visto, di questo film ho pensato che non potevo perderlo. Invitandovi a fare la stessa cosa, magari recuperandolo in DVD, posso dirvi che ha superato le aspettative in termini di originalità di genere, nel panorama cinematografico non solo italiano; ma soprattutto per la complessità dei piani di comprensione del contesto, dei personaggi, dei significati della storia surreale ma insieme iperrealista raccontata da Gabriele Mainetti.

Ho letto diversi commenti entusiasti perché si tratterebbe del primo vero superhero movie italiano. Credo però che questa valutazione, pur obiettivamente ineccepibile, sia un po’ riduttiva e non tenga conto che Enzo Ceccotti è tutt’altro che un super eroe: piuttosto mi ha fatto pensare ad un super anti-eroe. Il paragone con quel genere cinematografico, dove i protagonisti sono sempre dei bamboccioni perfettamente muscolosi e “tagliati con l’accetta” quanto alle emozioni (bianco e nero, buono e cattivo, come quasi sempre nei film americani), non tiene affatto (e per fortuna).

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