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Vice

Dobbiamo ammettere che è pura chimera, oggi, pensare ad un politico che fa della strategia coltivata nella assoluta riservatezza la sua cifra stilistica. Siamo circondati da schiamazzi: arriva prima l’annuncio, poi la polemica, poi l’insulto. Poi, forse, qualcuno comincia a chiedersi “di cosa stiamo parlando?”.

Anche per questa ragione Vice mi è parso un film necessario da vedere, oltre che per conoscere un personaggio della nostra storia contemporanea tanto importante quanto ignorato dai più (me compresa): ma per una sua scelta precisa, evidentemente, di coltivare ed esercitare il potere a fari spenti. Vi dirò: la considero una ragione sufficiente per nutrire una simpatia pregiudiziale nei confronti del protagonista, Dick Cheney. Per molti versi ingiustificata, lo ammetto, perché l’uomo è pieno di chiaroscuri, con una prevalenza degli scuri: ma, dopo le oltre due ore di racconto di mezzo secolo di storia americana, vista dai corridoi del Congresso e dalle anticamere della Casa Bianca, rimarrà sospeso il vostro giudizio sul vice presidente di George W. Bush. Il regista si muove tra gli eventi storici e la vita privata di Cheney in modo del tutto originale e spesso spiazzante.

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First man

Il primo uomo. A molti apparirà banale raccontare, al cinema, come l’uomo è arrivato a mettere piede sulla luna, il nostro luminoso satellite, adorato da poeti e innamorati. Certo, lo sarebbe stato farlo in modo celebrativo: un’”americanata” di supereroi in capsule perfette lanciate nel cosmo alla conquista di nuovi orizzonti non l’avrei tollerata; e quindi non sarei qui a parlarvene.

Invece Damien Chazelle (non uno qualsiasi: l’autore e regista dell’Oscar La La Land, da rileggere qui https://cinedecimamusa.blog/2017/10/31/la-la-land/) costruisce una storia drammatica, avvincente, intima. Anche grazie alla bravura ed all’intensità del protagonista, Ryan Gosling (già interprete principale proprio di La La Land) qui nelle vesti di Neal Armstrong. Continua a leggere First man

Soldado

Film sconsigliato agli ipersensibili e a chi non sopporta la vista del sangue, anche se qualche gradino sotto Tarantino. Consigliatissimo invece agli appassionati di Narcos, Gomorra, Suburra. Non va dimenticato che il regista, Stefano Sollima, è lo stesso proprio di Suburra e di A.C.A.B. (la violenza urbana vista con lo sguardo di tre poliziotti). Una coproduzione Italo-americana: anche in questo sta l’originalità di un racconto ambientato al confine tra il Messico e gli Stati Uniti, scritto e narrato da un italiano.

Il risultato è la totale assenza di celebrazione delle forze armate e delle agenzie americane; personaggi apparentemente infallibili, supereroi della guerra e della guerriglia, militari muscolosi e tatuati e impietosi, nella realtà descritti come uomini fallaci. Tutta la storia nasce da un errore di valutazione (sull’origine di un attentato terroristico in un supermercato) di uno di questi supereroi, che Sollima smonta pezzo per pezzo.

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