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Il primo Natale

Certamente un bel Natale, per Ficarra e Picone, che in pochi giorni “vincono” il botteghino del 2019: è il film più visto dell’anno, e nel periodo festivo ha inaspettatamente superato anche il Pinocchio di Matteo Garrone, che sulla carta poteva apparire favorito. Non storcete il naso, se siete dei puristi del cinema di un certo livello: io ho voluto vederlo, il giorno di Santo Stefano, mescolandomi con la folla di chi al cinema ci va solo a Natale e dintorni. E non me ne sono pentita.

Il film è davvero divertente, con qualche spunto di riflessione politica, la giusta ironia, anche sui temi (delicati) della religione, in equilibrio tra lo scetticismo di Salvo (Ficarra) e la fede vecchio stampo di don Valentino (Picone) basata sulla preghiera e sul credere nel miracolo, al di là di ogni raziocinio.

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L’ora legale

Ficarra e Picone, è vero, fanno morire dal ridere: ma vi assicuro che questo è il film (per me) più triste e realmente pessimista della stagione. Realmente perché, con ironia ma senza veli e nascondimenti, fotografa “come siamo”. La nostra società, i politici, la politica, i cittadini. 

Pessimista perché non dà speranza di redenzione e ci dice: l’onestà e le regole ci piacciono solo in vetrina. Quando “qualcuno” davvero le applica e ce le applica, apriti cielo. Questa è la storia di un paesetto siciliano, che rappresenta però l’archetipo del Comune italico dominato, da tempo immemorabile, da una politica maneggiona e affarista, se non corrotta e collusa. Avete presente? Lì il sindaco tratta la “cosa pubblica” come “cosa propria”: piazza nei posti giusti gli amici o chi gli assicura ricompense di varia natura; tollera illegalità in cambio di benevolenza e voti; distribuisce favori traendone come corrispettivo potere e denaro, nelle diverse forme in cui il denaro (per questo tipo di esemplare umano) può manifestarsi.

Ad un certo punto si crea, in città, un sentimento di ribellione al rassicurante “sistema” che pareva impossibile da sradicare: in occasione delle elezioni amministrative, a fronteggiare il “vecchio” sindaco, si fa avanti un aspirante primo cittadino che fa del rispetto delle leggi dei regolamenti dell’ambiente della natura il clou del proprio programma politico. La “gente” plaude, applaude, sostiene e, finalmente, vota.

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