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Un giorno di pioggia a New York

Vi ho già detto che di Woody non ne salto uno: l’ultimo era La ruota delle meraviglie (da rileggere qui), ma questa full immersion nella grande mela, con gli occhi di chi la ama moltissimo, credo sia davvero da non perdere, salvo che non siate dei convinti scettici su temi come l’amore e la forza della casualità, soprattutto negli incontri ed in quelle che sembrano scelte razionali, invece sono portate dal fato.

copertinaIo sono stata per oltre un’ora e mezza con un sorriso un po’ ebete, di fronte alle immagini del film: mi direte, un po’ iconografiche, rileccate persino. I protagonisti della storia appartengono alla upper class a stelle e strisce, frequentano un college nei pressi di New York, studiano letteratura, filosofia, storia. Sono belli, colti, ironici e, nonostante la giovane età, sanno come godersi la vita. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti di una classica commedia di Allen, da un po’ non ne faceva più: e stavolta, astutamente (in sala era pieno di teenager), ha scelto attori molto giovani, apprezzatissimi dagli under 18, star di Instagram, volti noti sia della musica che del cinema.

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Irrational man

Un incondizionato amore per Woody Allen mi porta non solo ad andare a scatola chiusa a vedere ogni suo nuovo film ma anche a storcere il naso quando leggo i commenti negativi dei “veri” critici cinematografici, sui giornali, che dicono (quasi come un refrain, anno dopo anno) che Allen sta diventando una fotocopia di se stesso, ormai privo di originalità. E che la nuova opera nulla aggiunge a quelle mitiche del passato. 

E via di questo passo, che a me (che non sono un critico, ma un quisque de populo) viene da pensare: fallo tu, un film così. Detto questo, vi do qualche suggestione, spingendovi vivamente ad andare al cinema a vedere il film che, lungi dall’essere banale e privo di sostanza, trova vera linfa nella filosofia, veicolata attraverso le originali lezioni del fascinoso professore Abe Lucas (Joaquin Phoenix).

Ci sono due temi portanti, che ritrovate nelle anse della storia: la morale kantiana (l’imperativo di dire sempre la verità, in ogni situazione, anche estrema) e il caso, la casualità con cui gli eventi si inanellano (vi ricordate Match point?). I dialoghi sono intensi, pieni di citazioni anche poetiche. Diverse le battute da ricordare, una costante di Woody, come la preziosità della colonna sonora (Bach, l’iperrazionale, come Kant; il solito selezionato jazz, ovvero l’improvvisazione, richiamo della causalità).

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